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martedì 9 ottobre 2012

Rock Economy - considerazioni fino a quando non mi sono stufato



La disputa teologica della settimana
torna dopo ben più di una settimana, e vi parla di televisione


-"Era la tua pubblicità, papà?"
-"Non lo so"

Ho rinunciato ormai da tempo a seguire i programmi della tv italiana. Ormai non vado oltre allo sport, oltre a saltuarie visioni del Late Show with David Letterman, saltuarie visto che, la maggior parte delle volte che mi ricordo di sintonizzarmi, Rai 5 cambia dispettosamente l'orario.

Di sicuro da eoni non guardo produzioni italiane trasmesse dalle televisioni nostrane, credo che questo non avvenga dalla fine della serie di Romanzo Criminale.

Nonostante i pochi minuti passati quotidianamente davanti al teleschermo, non ho potuto fare a meno di essere bombardato dalla pubblicità del nuovo show-evento di Celentano. La reclame, lunga e pomposa, si è dimostrata decisamente invadente durante le ultime settimane (oltre ad apparire un'accozzaglia di cose casuali, che la fanno sembrare, come mi ha fatto notare un amico, la pubblicità di Mr. Spazzaneve di un'epica puntata dei Simpson) lasciando presagire il peggio per lo spettacolo vero e proprio.

sabato 19 novembre 2011

Lou Reed & Metallica: Lulu



La disputa teologica della settimana
questa volta è quasi una vera disputa teologica!

Quando quest'estate ho letto del nuovo disco dei Metallica in arrivo, ho subito pensato: "bene!"

Ecco, magari non proprio una reazione entusiastica, direte voi, ma ero al lavoro, ed era appunto estate. Non era il momento di approfondire troppo.

Il passare del tempo ha portato nuovi dettagli sul nuovo album: dalle dichiarazioni del produttore ("sarà un vero capolavoro!" o qualcosa di altrettanto malaugurante), al fatto che sarebbe stata una collaborazione con Lou Reed, storico membro dei Velvet Underground di Andy Warhol prima e cantautore impegnato poi.

I nostri cari alfieri del thrash arrivano da lavori un po' altalenanti, per non dire deludenti. Personalmente, il loro precedente disco, Death Magnetic, non è dispiaciuto. Un paio di pezzi hanno stazionato per mesi nel mio lettore MP3 (That Was Just Your Life e The Day That Never Comes), nonostante parte del pubblico e della critica gli abbiano tributato più che altro pernacchie. Ma si sa che l'invidia è uno sport molto praticato (da noi è uno di quelli nazionali) e quando un colosso del genere va in difficoltà tutti godono a sputarci sopra, sempre e comunque.

Forse non sarebbe bastato un Black Album 2.0 a far contenti tutti, di sicuro Lulu è servito a gettare tanta altra benzina sul sacro fuoco dello scontento.

domenica 13 novembre 2011

Breaking Bad - Top Gear - Late Show: Tre esempi pratici di grande tv - parte due



La disputa teologica della settimana
rubrica dove si parla di tv
 perchè se no lo dico alla maestra


Eravamo rimasti qui, chiudendo il discorso su Breaking Bad.

Come promesso, parliamo ora di Top Gear e del Late Show, esempi rispettivamente di come uno show diciamo "di varietà" non debba essere per forza una stronzata convenzionale piena di vecchi (e di come un programma a tema non debba essere un assurdo polpettone per chi non ne è direttamente appassionato)  e di come un talk show non debba per forza far addormentare i telespettatori.
J.C., sempre professionale mentre è al lavoro

Top Gear è, semplicemente, il secondo show più scaricato illegalmente al mondo. E andando più nel dettaglio?
Seguono due righe giusto per i pochi che non sanno di cosa si stia parlando.

In principio c'era Top Gear, programma non molto dissimile dallo speciale motori del TG2, in onda sulla BBC. Quindi, recensioni di auto più o meno belle, noia più o meno grande. Tutto a prescindere dalla passione per i motori del telespettatore.

Dopo molte stagioni, lo show viene cancellato, per tornare sotto nuove vesti nel 2002, ridisegnato da Jeremy Clarkson, ex giornalista del programma originale, ora conduttore (e, ora, inteso proprio come oggi, ricchissimo conduttore).

domenica 6 novembre 2011

Breaking Bad - Top Gear - Late Show: Tre esempi pratici di grande tv



La disputa teologica della settimana
rubrica dove si parla di tv
 perchè non vogliamo molotov sulla scrivania

Se ne sono accorti in pochi, ma anche quest'anno è iniziato il Grande Fratello.

Non conosco il nome di neanche un concorrente.

Non lo dico per vantarmi, per fare l'intellettuale alternativo fighetto bla bla bla come sono bravo. Lo dico in quanto semplice, vera, affermazione.

Quest'anno, non so chi cazzo ci sia. Non so se ci sia qualche figona o meno (probabile), magari ignorante (più che probabile). O qualche tizio fisicato, con tatuaggi qua e là. O un esponente di qualche minoranza etnica che fa aumentare l'audience piangendo durante il videomessaggio di un parente rispuntato da un altro pianeta dopo aver fiutato l'odore dei soldi.

So, invece, che gli altri anni qualcosina su quella cazzo di casa lo carpivo in giro, magari solo da Mai dire Grande Fratello. O durante un servizio superserio di Studio Aperto. O dalle chiacchiere di qualcuno.

Nota: basta con tutte queste cazzo di O.

Il programma è alla canna del gas. Tutto quello che ha a che fare con Signorini va in inesorabile parabola discendente (come Tv Sorrisi & Canzoni)... A proposito, c'è anche quest'anno? Come sopra, non ne ho idea.

Eppure, si insiste. Gli ascolti sono in calo, ovvio, ma si tira avanti. La televisione italiana punta a sfinire lo spettatore con la ripetitività. Edizioni su edizioni degli stessi programmi, fiction tutte uguali, giochi a premi tutti uguali. Format acquistati dall'estero. Format copiati da un altro programma che aveva precedentemente comprato il format dall'estero... Che palle.

Concentriamoci su due argomenti. Le fiction e i format degli show.

Sulle fiction dice tanto, tutto, questo post del blog di quel magnifico sito che è Itasa.

Nell'articolo viene citato il meraviglioso Breaking Bad: se non siete appassionati di serie tv d'oltreoceano, probabilmente non saprete di cosa si sta parlando.